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Linea guida Ecobonus privati

Linea guida Ecobonus privati

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Linea guida ECOBONUS privati

Ecobonus al 110%: confermato lo schema di decreto rilancio 2020 che ha previsto un potenziamento delle detrazioni fiscali per le spese documentate e rimaste a carico del contribuente,

sostenute dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo.

Ecobonus al 110%: interventi, importo massimo e condizioni di ammissibilità

Entrando nel dettaglio, è previsto un potenziamento al 110% della detrazione di cui all’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63,

per le spese documentate e rimaste a carico del contribuente,

sostenute dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo, nei seguenti casi:

  •   interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25%
  • della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo.

    Importo massimo: la detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 60.000

  • moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio.

    Condizioni di ammissibilità: I materiali isolanti utilizzati devono rispettare i criteri ambientali minimi di cui al decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 11 ottobre 2017.

  •   interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento,
  • il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione,

    con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto prevista dal regolamento delegato (UE) n. 811/2013 della Commissione del 18 febbraio 2013,

  • a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici,

    anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo,

    ovvero con impianti di microcogenerazione.

    Importo massimo: la detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 30.000

  • moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio
  • ed è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito.
  •   interventi sugli edifici unifamiliari per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento,
  • il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati

all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo,

ovvero con impianti di microcogenerazione.

La detrazione è ammessa solo nel caso che l’immobile sia utilizzato come abitazione principale.

Importo massimo: la detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 30.000

ed è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito.

Ecobonus al 110%: i limiti di spesa

La detrazione fiscale potenziata al 110% si applica anche a tutti gli altri interventi di efficientamento energetico di cui all’articolo 14 del citato decreto-legge n. 63 del 2013,

nei limiti di spesa previsti per ciascun intervento di efficientamento energetico previsti dalla legislazione vigente

e a condizione che siano eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi riportati nel paragrafo precedente.

Ecobonus al 110%: i requisiti

Per l’accesso al superbonus del 110%, gli interventi devono rispettare i requisiti minimi previsti dai decreti di cui al comma 3-ter dell’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito,

con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del nuovo decreto.

Nel loro complesso, gli interventi devono assicurare, anche congiuntamente,

il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio, ovvero se non possibile,

il conseguimento della classe energetica più alta, da dimostrare mediante l’attestato di prestazione energetica (A.P.E).

La cessione del credito

Dal 1o gennaio 2017, in luogo della detrazione del 75 o dell’85%, tutti i beneficiari (soggetti Irpef e Ires) possono scegliere di cedere il corrispondente credito ai fornitori che hanno effettuato gli interventi o ad “altri soggetti privati” (persone fisiche, anche se esercitano attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti).

La possibilità di cedere il credito riguarda tutti i potenziali beneficiari della detrazione, compresi coloro che, in concreto, non potrebbero fruirne in quanto non sono tenuti al versamento dell’imposta.

Hanno la stessa facoltà, inoltre, i soggetti Ires e i cessionari del credito che possono, a loro volta, cedere il credito ottenuto.

Con la circolare n. 17/E del 23 luglio 2018, l’Agenzia delle entrate ha specificato che anche per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante per gli interventi relative all’adozione di misure antisismiche sono valide le disposizioni contenute nella precedente circolare n. 11/E del 18 maggio 2018, dettate in materia di cessione del credito per interventi di efficienza energetica.

In particolare, quest’ultimo documento ha precisato che:

 la cessione del credito deve intendersi limitata ad una sola eventuale cessione successiva a quella originaria

 per “altri soggetti privati” devono intendersi i soggetti diversi dai fornitori, che siano comunque collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione. Per esempio, per i lavori condominiali la detrazione potrà essere ceduta nei confronti degli altri soggetti titolari delle detrazioni spettanti per i medesimi interventi (comproprietari, proprietari di altre unità delle stesso edificio) o, più in generale, nel caso in cui i lavori vengano effettuati da soggetti societari appartenenti a un gruppo, nei confronti delle altre società del gruppo.

Le modalità di cessione della detrazione sono state definite con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate dell’8 giugno 2017, di seguito riepilogate.

 

IL CREDITO CEDIBILE

Il condomino può cedere l’intera detrazione calcolata o sulla base della spesa approvata dalla delibera assembleare per l’esecuzione dei lavori, per la quota a lui imputabile, o sulla base delle spese sostenute nel periodo d’imposta dal condominio, anche sotto forma di cessione del credito d’imposta ai fornitori, per la quota a lui imputabile. La cessione deve riguardare l’intera detrazione in quanto il condomino non può cedere rate residue di detrazione.

 

COME AVVIENE LA CESSIONE

Il condomino che cede il credito, se i dati della cessione non sono già stati indicati nella delibera condominiale che approva gli interventi, deve comunicare all’amministratore del condominio, entro il 31 dicembre del periodo d’imposta di riferimento, l’avvenuta cessione del credito e la relativa accettazione da parte del cessionario, indicando, oltre ai propri dati, la denominazione e il codice fiscale di quest’ultimo.

 

L’amministratore del condominio effettua le seguenti operazioni:

 comunica annualmente all’Agenzia delle entrate i dati del cessionario, l’accettazione da parte di quest’ultimo del credito ceduto e l’importo dello stesso, spettante sulla base delle spese sostenute dal condominio entro il 31 dicembre dell’anno precedente. In mancanza di questa comunicazione la cessione del credito è inefficace

 consegna al condomino la certificazione delle spese a lui imputabili, indicando il protocollo telematico con il quale ha effettuato la comunicazione all’Agenzia.

I condòmini appartenenti ai cosiddetti “condomini minimi” che, non avendo l’obbligo di nominare l’amministratore, non vi abbiano provveduto, possono cedere il credito incaricando un condomino di effettuare gli adempimenti con le stesse modalità previste per gli amministratori.

L’Agenzia delle entrate rende visibile nel “Cassetto fiscale” del cessionario il credito che gli è stato attribuito. Tale credito potrà essere utilizzato solo dopo la relativa accettazione, che deve avvenire attraverso le funzionalità rese disponibili nello stesso “Cassetto fiscale”.

Le informazioni sull’accettazione del credito da parte del cessionario sono rese visibili anche nel “Cassetto fiscale” del cedente. Chi riceve il credito può cederlo, in tutto o in parte, solo dopo che tale credito è divenuto disponibile. Il credito d’imposta diventa disponibile dal 10 marzo (dal 20 marzo per le spese sostenute dal 1° gennaio 2019) del periodo d’imposta successivo a quello in cui il condominio ha sostenuto la spesa e nei limiti in cui il condomino cedente abbia contribuito al relativo sostenimento per la parte non ceduta sotto forma di credito d’imposta.

Il credito ceduto ai fornitori si considera disponibile dal 10 marzo (dal 20 marzo per le spese sostenute dal 1° gennaio 2019) del periodo d’imposta successivo a quello in cui il fornitore ha emesso fattura comprensiva del relativo importo.

Se il cessionario cede, a sua volta, il credito ricevuto, deve darne comunicazione all’Agenzia delle entrate utilizzando le funzionalità telematiche rese disponibili dalla stessa Agenzia, che attribuirà il credito al nuovo cessionario con la procedura prima descritta.

 

UTILIZZO DEL CREDITO RICEVUTO E CONTROLLI DELL’AGENZIA

Il credito d’imposta attribuito al cessionario, che non sia oggetto di successiva cessione, va ripartito in 5 quote annuali di pari importo. Tali quote sono utilizzabili in compensazione, presentando il modello F24 esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate.

Il successivo cessionario lo utilizza in compensazione sulla base delle rate residue.

Se l’importo del credito d’imposta utilizzato risulta superiore all’ammontare disponibile, anche tenendo conto di precedenti fruizioni, il relativo modello F24 è scartato. Lo scarto è comunicato a chi ha trasmesso il modello F24 tramite apposita ricevuta, consultabile mediante i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate. La quota di credito che non è utilizzata nell’anno può essere utilizzata negli anni successivi, ma non può essere richiesta a rimborso.

Con la risoluzione n. 58/E del 25 luglio 2018, l’Agenzia delle entrate ha istituito il codice tributo da indicare nel modello F24 per usufruire del credito (codice tributo “6891” denominato “sismabonus”) e ha fornito le istruzioni per la compilazione del modello stesso.

Se viene accertata la mancanza, anche parziale, dei requisiti oggettivi che danno diritto alla detrazione in capo al condomino, l’Amministrazione recupera il credito corrispondente nei suoi confronti, maggiorato di interessi e sanzioni. Se, invece, viene accertata l’indebita fruizione del credito, anche parziale, da parte del cessionario, il relativo importo, maggiorato di interessi e sanzioni, è recuperato nei suoi confronti.

Superbonus per gli impianti fotovoltaici

Superbonus al 110% anche per l’installazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica su edifici,

per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, fino ad un ammontare complessivo delle stesse spese non superiore a euro 48.000 e comunque nel limite di spesa di euro 2.400 per ogni kW di potenza nominale dell’impianto solare fotovoltaico,

da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo,

sempreché l’installazione degli impianti sia eseguita congiuntamente ad uno degli interventi di riqualificazione energetica.

In caso di interventi di:

  •   ristrutturazione edilizia
  •   nuova costruzione
  •   ristrutturazione urbanistica

    il predetto limite di spesa è ridotto ad euro 1.600 per ogni kW di potenza nominale.

    La detrazione è riconosciuta anche per l’installazione contestuale o successiva di sistemi di accumulo integrati negli impianti solari fotovoltaici agevolati con la detrazione,

  • alle stesse condizioni negli stessi limiti di importo e ammontare complessivo e comunque nel limite di spesa di euro 1.000 per ogni kWh di capacità di accumulo del sistema di accumulo.

    Le nuove disposizioni si applicano agli interventi effettuati dai condomini, nonché,

  • sulle singole unità immobiliari adibite ad abitazione principale,
  • dalle persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni,
  • dagli Istituti autonomi case popolari (IACP) comunque denominati nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti Istituti,
  • istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing” per interventi realizzati su immobili,
  • di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica, nonché dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.

  • La cessione del credito

    Ai fini dell’opzione per la cessione o per lo sconto in fattura:

  •   i tecnici abilitati asseverano il rispetto dei requisiti previsti dai decreti di cui al comma 3-ter dell’articolo 14 del decreto-legge n. 63 del 2013 e la corrispondente congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati.
  • Una copia dell’asseverazione viene trasmessa esclusivamente per via telematica all’ Agenzia nazionale per le nuove tecnologie,
  • l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA).
  • Con decreto del Ministro dello sviluppo economico da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto,
  • sono stabilite le modalità di trasmissione della suddetta asseverazione e le relative modalità attuative;
  •   per il sisma bonus, la riduzione del rischio sismico è asseverata dai professionisti incaricati della progettazione strutturale, direzione dei lavori delle strutture e collaudo statico secondo le rispettive competenze professionali, e
  • iscritti ai relativi Ordini o Collegi professionali di appartenenza.

    Rientrano tra le spese detraibili quelle sostenute per il rilascio delle attestazioni e delle asseverazioni.

2 Comments

  1. 15 Set, 2020

    […] Linea guida Ecobonus privati […]

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